sabato 20 settembre 2014

Come una Candela di Monastero

Mentre il fiume che attraversa l'antica Atene si spegne piano piano come una candela di monastero.  PP

domenica 14 settembre 2014

Il Cerchio e l'Ignoto . Lettera di una Figlia al Padre

Gli tengo la mano in silenzio, da mesi lo sto accompagnando lentamente verso il tramonto ed ora so che presto, arrivati al muro di luce, dopo aver attraversato le policromie delle aurore, delle albe e di dove il sole va a dormire, lo lascero' andare. Le sue labbra sono quasi sigillate ora, passato il tempo dell'ironia e delle risate o delle conversazioni sull'Arte e sui misteri dell' universo, dei discorsi densi tra una pennellata e l'altra nel suo studio, ma il suo occhio quando incrocia il mio dice tutto e molto altro. Il legame tra padre e figlia se fortunato come il nostro e' un sigillo unico e irripetibile, che rimanda in un moto di riflessi speculari alla proprio essenza piu' pura. Io sono qui che ti tengo la mano, tu sei li sdraiato che fai le prove al riposo eterno, io sono vita, tu sei la morte che sta entrando dalla porta principale, attesa, eppure noi ci corrispondiamo, come note perfette di una melodia ben riuscita come le luci con le ombre, l'acqua ed il sole, il cielo e le nubi. Sei passato su questa terra, mi hai creato parte di te, mi hai insegnato cos'e' la vita e ora esci di scena lasciando le tue grandi opere, le tue parole, quello che sei stato per me per noi nella dimensione terrena. Immaginavo mentre tracciavi un cerchio perfetto sulla tela immacolata, come migliaia di volte hai disegnato  nei tuoi quadri. Per tutta l'esistenza hai ricercato il tuo linguaggio, una perfezione estetica, hai indagato l'ignoto perlustrando a modo tuo i misteri del cosmo, descrivendo il cuore di una farfalla, rappresentando altre vite e altri mondi. Hai detto- Sono roccia la mia fortuna e' il mare della creazione-Grazie papa' di tutto quello che hai dato a me ai miei figli a tutti noi, non avrei potuto essere figlia piu' fortunata.  Miky

sabato 13 settembre 2014

venerdì 12 settembre 2014

Lutto per il Maestro Petros

PetrosAtelier2014@PetrosFoundationAllRightsReserved

Il mondo dell'Arte è in lutto per la scomparsa del Maestro PETROS Papavassiliou, avvenuta venerdì 12 Settembre 2014 a Milano. Petros è stato il più giovane dei surrealisti astratti, insieme a Max Ernst, Victor Brauner, Sebastian Matta, appartenenti alla scuderia del gallerista Alexander Iolas già scopritore di Salvador Dalì, de Chirico e Magritte. Una delle figure di primo piano dell'arte contemporanea greca e internazionale, in Italia dal 1958 e a Milano dal 1961, è considerato tra i maggiori pittori greci contemporanei. Ateniese di nascita e milanese di adozione, dopo aver ottenuto la cattedra di incisione al Politecnico di Atene e aver vinto un concorso internazionale, decide di trasferirsi definitivamente in Italia. Significativi i riconoscimenti a lui tributati, quali Secondo Premio, alla Biennale di Alessandria d'Egitto 1959, Primo Premio III Biennale di Montecarlo Principato di Monaco 1974, Grande Medaglia UNESCO Parigi e Accademico Tiberina Roma 1977, Gran Premio Xenios Zeus miglior artista greco all'estero, conferito in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004 con il musicista Theodorakis, Premio d'Onore II Biennale Internazionale d'Arte di Malta 1991. Numerose le mostre in tutto il mondo. Critici autorevoli come Raffaele Carrieri, Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Vanni Scheiwiller, Roberto Sanesi, Vittorio Sgarbi gli hanno dedicato parole rilevanti. Importante l'amicizia e la collaborazione artistica con il poeta greco Giannis Ritsos e con il premio Nobel Odisseo Elytis. Dopo un primo periodo definito "meccanico" dove congegni e macchinari rappresentavano l'aggressività del progresso tecnologico affascinante e divoratrice, la pittura di Petros si orienterà negli anni successivi verso una fluidità materica sempre in evoluzione. Nella serie dei lavori dedicati ai filosofi presocratici, nella morbidezza delle "Sirene Cosmiche" e nelle opere dedicate a de Chirico, si indaga magistralmente il mistero dell'esistenza umana e con le "Entelechie" se ne ricerca il seme originale. Così la nascita, lo sviluppo e la capacità di trasformazione, di deformazione fino alla mortalità o alla trasfigurazione, sono affrontate con la consapevolezza di un uso del colore in grado di esaltare in modo emblematico il segno. "Io dipingo quello che non si vede, che non c'è in natura. Il cuore di una farfalla, un pezzo di spazio, il fondo degli abissi."una delle sue frasi più celebri. Petros è stato dunque non solo poeta nel tratto, ma anche nella parola quando dice "Dammi il nero, ti darò il bianco pensiero e il pericolo della visione". Sue opere sono presenti in diversi spazi museali in Italia e a lui sono dedicati i musei di Tsepelovo e di Mykonos in Grecia, paesi che certamente perdono oggi un personaggio che fa parte della storia italo ellenica. Il Maestro sarà tumulato ad Ossuccio sul lago di Como dove era solito ritirarsi a creare nel suo studio durante i mesi estivi presso il Sacro Monte della Madonna del Soccorso .

mercoledì 10 settembre 2014

Il Bianco Pensiero . Omaggio di Petros al Sacro Monte di Ossuccio


Il Pericolo della Visione

"Dammi il nero, ti darò il bianco pensiero e il pericolo della visione" dice Petros in una poesia ed è su questa linea d'orizzonte che si espande la luce crepuscolare della sua ricerca. Il Sacro Monte di Ossuccio, sul Lago di Como è stato da sempre un luogo di ispirazione non solo pittorica ma anche poetica per l'artista, che qui ha sentito il desiderio di costruire il suo atelier, riportando in vita l'antico luogo in cui, seicento anni prima, si trovava la cava dei massi in pietra dai quali furono edificate le 14 cappelle della famosa Via Crucis. Un angolo di culto in ascesa che, inerpicandosi per la monragna sulle sponde lariane, conduce al Santuario della Madonna del Soccorso. Un acciottolato che ogni anno ascolta il passaggio di migliaia di pellegrini provenienti da ogni angolo di mondo. Un posto incantevole, crocevia di venti, luci e riverberi che rimandano ad immagini idilliache. Così, dopo la serie di dipinti ad olio donati al Comune di Ossuccio, in mostra permanente nella Chiesa Romanica di Santa Maria Maddalena, ecco ora raccolti in questo volume ad edizione limitata, 40 disegni che raccontano gli scorci di quell'attimo senza tempo in cui si spalancano Le Finestre dell'Inconscio di Petros e dove polimorfiche intuizioni compongono magistralmente le lievi Melodie della Psiche. Uno studio che segue gli schizzi a china realizzati nel 1994 e che  servirono da terreno preparatorio alle 33 opere su tela .  Sono sculture e particolari di affreschi che si trasformano in bozzetti prodotti di getto ed impressioni. Oggi il Maestro ripercorre un itinerario già tracciato dunque, affrontandolo con una consapevolezza diversa ed arricchendo il risultato finale di una moltitudine di significati nuovi. Sullo sfondo di un mondo mitologico e surrealista, La Vergine è ritratta su di un' immacolata copertina in tutta la sua purezza e sacralità . Ecco allora una splendida testa equestre che parla di un cavallo senza nome, presente nella sua essenza estetica ed assente nel suo essere nessuno. 
Un Omaggio al Sacro Monte di Ossuccio che Petros ha voluto suggellare con la creazione di una moltitudine di personaggi, ispirati a quelli visti dal vivo dei Maestri Comacini, ma eleborati dal suo mondo creativo e da esso sorprendentemente indipendenti nell'attimo stesso della loro genesi. Incanta lo sguardo intenso e densamente vivo del disegno Il Pericolo della Visione , come la leggiadrìa perfetta della Dea Lunare o di Apollonia e come non rimanere colpiti ne, Le Melodie della Psiche, dall'incarnazione musicale di una figura mollemente coricata con la testa a forma di violino. L'artista ama da anni appartarsi in questi luoghi tranquilli dove hanno preso forma alcune tra le sue opere più significative, realizzate durante i periodi estivi degli ultimi ventanni. 
"Con la solitudine vicino cerco l'altra verità, quella che non ho ancora capito" dice candidamente ed in questa ricerca sincera e certa, non resta che decifrare nell'essenzialità del segno ciò che per ognuno di noi vale di più. MP

Il Cavallo Nessuno@Petros2014AllrightsReserved

lunedì 7 luglio 2014

Extraterrestri di Petros




Atterrano gli extraterrestri nel mondo di Petros. Personaggi alieni osservano dalla tela attraverso lunghe fessure oblique, colui che guarda l'opera, in un silenzioso scambio di sguardi. Un linguaggio muto solo all'apparenza tra due mondi lontani nelle profondita' della psiche, che rimandano agli abissi cosmici. Tra blu cobalto e sfumature graduate incontri con l'ignoto, tra bianchi taglienti, verticali , precisi, luci ipnotizzanti, somma di tutti i colori a noi noti, sinfonia non udibile di tutte le melodie conosciute. In questi lavori prodotti dal 2013 al 2014, classicita' e modernita' si fondono magistralmente insieme. Ecco allora uno spaccato di vita d'altri mondi, figure femminili allungano la mano a donne colte nell'intimita' della pura classicita' greca. E' questo un racconto senza spazio ne' tempo, un lungometraggio olio su tela fuori dalla dimensione a noi familiare. Un'aurora di pensieri che planano sulle nostre certezze per disorientarle e stimolare le domande ancestrali che scuotono da sempre le nostre ansie terrene. Chi siamo e da dove veniamo. Petros attraverso il suo mondo pittorico sembra padroneggiare la chiave di lettura verso la chiarificazione di tutto. Danze polimorfiche si assemblano e si sganciano, si scontrano e si agglomerano per creare altre forme, come le meteore nello spazio, come gli immensi pianeti di altre galassie. E' una musica fatta di spartiti con note multiple, quattroquarti di sonorita' incomprensibili ed irresistibili. Esistono migliaia di sistemi solari simili al nostro, lontani milioni di anni luce, in queste pitture alcuni frammenti di altre realta' si palesano ai nostri occhi. Pur tra i limiti dati dai margini della tela, il Maestro coglie l'atmosfera che pulsa vitale fuori dalla stratosfera, ne taglia i contorni lui stesso per scegliere il distillato di un messaggio complesso a lui chiaro. Extra mundi ci sono dunque forme di vita alternative alla nostra. Un astrofisico del Kazakistan ipotizza che vi sia nel nostro dna un messaggio criptato proveniente dallo spazio. La tematica avvince  , un'ampolla satura di ipotesi senza risposta, uno scrigno segreto dell'umanita' saturo di immaginazioni realistiche. Nei nostri stessi geni vivrebbe un codice di una civilta' che potrebbe essere vissuta miliardi di anni fa, un'orma biologica che Petros segna con tratto certo. Esisterebbe dunque una semantica cosmologica che utilizza parametri matematici, non presenti nella teoria dell'evoluzione darwiniana, un genoma ibernato per secoli e riproponibile all'infinito in un numero indefinibile di generazioni. Modelli genetici ideografici e facenti riferimenti a matrici aritmetiche, che l'artista codifica nel colore, fissa in figure geometriche precise, rappresenta come scale o tastiere di pianoforte svettanti al cielo, che puntano alla scoperta dell' inesplorato. In noi, sostengono alcuni scienziati giapponesi albergherebbe un virus, una "infezione preistorica" che ci renderebbe esattamente cosi come siamo. Nello spazio profondo molecole composte da specifici amminoacidi, capaci di garantire agli esseri umani la possibilita' di sopravvivere in condizioni ambientali ostili. La nostra psiche si comporta allo stesso modo nel fronteggiare difficolta' e dolori. In una recente raccolta di 54 disegni che nascono sotto il nome di " ektos ponou" , dal greco " oltre il dolore", Petros sembra poter trattare proprio questo argomento traducendolo per noi con la sicurezza di un poliglotta. Una comprensione di una comunicazione multilingue o extrasensoriale, che sa comporsi in immagini. Il nostro istinto, le emozioni ed anche i sogni galleggiano nella  coscienza, a tratti sprofondano nell' inconscio, lontani alla vista come fagocitati in cosmici buchi neri. La linea di demarcazione tra vita e morte, sofferenza e pace, consapevolezza ed incoscienza si fa sottile. Qui scorre simile ad un funambulo che rischia costantemente di cadere, il pennello dell'artista e nei dettagli il segno si fa piu' carico di significato. Jung sosteneva che in noi vi sarebbero costruzioni mentali e contenuti innati , che costituiscono l'inconscio collettivo.  Una mappatura della psiche universale che potrebbe ripetere moduli propri dell' universo intero. Petros si destreggia nelle praterie della mente, scava tra i lacci, nelle maglie del pensiero. Viviseziona il cuore di una farfalla e lo fa suo, trapiantandolo nell'humus della sua Arte perche' possa battere ancora e pulsare nell'eternita'. La sua e' un'alchimia policromatica, una spiaggia composta da grani di sabbia sparsi ed ordinati, calpestabile, sotto i nostri occhi, eppure invisibile nel suo valore significante piu' profondo. Accanto il mare, che potente come il gesto surrealista di Petros, sa sovvertire l'ordine prestabilito delle cose in una ciclopica mareggiata, come placare ogni cosa in una distesa limpida, liscia come una lavagna immacolata. L'artista si sposta nella trasparenza piu' pulita, coi suoi azzurri delicati che rimandano alle coste frastagliate di alcune isole elleniche. Il vento attico soffia tra le colonne di templi mai visti. "Fino ad ora nessuno mi ha guardato nel cuore, sono roccia, la mia fortuna e' il mare della creazione." dice Petros ed in questo oceano senza fine  intrigante e' decifrare la rotta da seguire per vivere pienamente questa nostra esistenza, contemplando attraverso l'occhio della creazione tutto quell'Altro che e' anche il nostro Io. Michela Papavassiliou 


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mercoledì 25 giugno 2014

Ektos Ponou . Oltre il Dolore



Se c'è un nesso tra benessere e patimenti, tra vita e morte, tra oscurità e luce, è rappresentato tutto in questo che possiamo considerare un taccuino di viaggio. 56 disegni di Petros realizzati di getto, quasi sotto dettatura, con i mezzi di fortuna reperiti durante un periodo di degenza in ospedale, a risposta di una necessità impellente, quella di fermare l'attimo prodotto dalla malattia, superandolo attraverso il linguaggio a lui più familiare. Nasce così in questo carteggio, una dialettica dell'Arte precisa e colta. Questa intensa raccolta "Ektos Ponou", tradotto dal greco "Oltre il Dolore", mostra  opere  di piccole dimensioni e ciclopiche implicanze emotive. Come una nave a più piani, che scorra lenta attraverso il Canal Grande della Laguna di Venezia, immortalata decine di volte dall'artista, qui il pathos procede silenzioso, attraverso il tratto corvino, la matita sfumata e il dito del Maestro un poco inumidito forviero di profondità, che dagli abissi strappano alla luce con moto naturale. E' un tempo sospeso tra radici attiche e spazi onirici, tra personaggi di altri mondi ed occhi meccanici. C'è in questi schizzi un cuore pulsante, vitale, infantile e curioso. Un canto appassionato, senza età', all'essere, che sa beffarsi della caducità terrestre del puro esistere. Ippocrate dice: " la vita è breve, l'arte è lunga". Petros racconta quanto magico possa diventare saper descrivere con tono lieve un dolore profondo, superarandolo attraverso la creazione artistica. In questo contesto il malato si fa eroe mitologico, il medico ed i suoi strumenti tratti distintivi di una commedia avvincente e gli elementi esterni, schegge di una trama dalle sfaccettature inaspettate. 
Michela Papavassiliou



mercoledì 26 marzo 2014

Petros Mezzotint at Sotheby's Milan Auction for Adisco

Prize II at Alexandria Biennale of Egipt
Opera di Petros da Sotheby's per Adisco . Secondo Premio per l'Incisione alla Biennale di Alessandria d'Egitto . Martedì 1 Aprile ore 18 Palazzo Broggi Milano


nella Luce e nelle ombre 1959 . acquaforte acquatinta



giovedì 20 febbraio 2014

Petros,Pietro Cascella e Sebastian Matta


Sirene Cosmiche . Petros
Sebastian Matta
Sebastian Matta
Pietro Cascella
Pietro Cascella foto di Claudio Barontini
Il legame tra Petros e Pietro Cascella è sempre stato di amicizia e stima reciproca, entrambi avevano conosciuto Sebastian Matta, con il quale hanno amato districarsi tra le rapide della corrente surrealista. Quest'ultimo chiamava Petros amichevolmente "Picturissimo" dedicandogli un disegno con questo titolo e condividevano lo stesso gallerista Alexander Yolas.

lunedì 17 febbraio 2014

L'Incontro di Petros con Schawinsky


L'incontro tra Petros e Schawinsky, maestro del Bauhaus, fu memorabile. "Ci incontrammo una sera tardi nella casa che aveva affittato sul lago di Garda. Siccome era molto isolata e difficile da trovare mi venne incontro, con la macchina scoperta, a torso nudo. Era già settembre e non faceva molto caldo. Nella casa si era addormentata una bella tedesca bionda. Non era giovanissimo , ma emanava un'energia a guardarlo e sentirlo parlare. Fu allora che disegnò un mio ritratto con la pipa."




mercoledì 8 gennaio 2014