venerdì 5 luglio 2013

Le Polimorfiche Rizoma Cosmiche di Petros

Copertina Volume Radici Cosmiche 2013 Edizione Salea
Le Polimorfiche Rizoma Cosmiche di Petros  


Petros indaga il silenzio cosmico della vita. Nei sottotitoli di una quotidianità frenetica che rincorre se stessa, la magìa di forme che traggono linfa vitale dallo spazio, lievita come clorofilla terrestre controluce. Il pensiero pitagorico è distillato sulla tela centimetro per centimetro, nella misurazione di un tempo vuoto. Dipingere il cielo, coi colori della sofferenza , farsi roccia nel mare della creazione, trarre luce dalle tenebre e male dalla verità, è la traccia più probabile di ispirazioni multiple. Sulla retina di una tela bianca le polimorfìe umane si rincorrono come frenetici frames in sequenza lineare. Un infinito susseguirsi di punti, che osservati al microscopio sono Anima, Arte, Pensiero, Vita. Nella natìa terra Attica l'eco di un rizoma solitario punta dritto al cielo. “Chissà se ho peccato, vivendo, creando.” dice il poeta, mentre moti d'angoscia lievitano sul verde tappeto volante della fantasia. L'ultima stella esanime ed afona si scioglie nella notte. “Ti darò il nero, tu dammi il bianco pensiero e il pericolo della visione” dice Petros, mentre il suo cuore pulsa in sospensione tra una doppia primavera, tra i “rumori dei vulcani e l'odore della morte”, tra il dolore degli uomini contemporanei e le micidiali macchine longitudinali che li consumano. La “tortura utopistica”di oggi condanna l'esistenza che resta senza scopo al gas dello spirito. “Modificati tutti i significati con sottrazione di disegni fino all'infinito”. Nello spazio il pensiero si pennella di celeste e suona un canto libero. Nello zero, nell'eco della non essenza l'avvincente ed eterno enigma da decriptare.