mercoledì 19 ottobre 2011

Sgarbi . La Sintassi Jazzista di Petros



Dopo de Chirico Petros, altro artista greco, ha scelto l’Italia come patria ideale.
E’ evidente che se per il mondo antico la Grecia ha il primato nelle arti, nel mondo moderno questo primato è all’Italia. E un pittore in Italia trova le corrispondenze, i collegamenti ideali, le trame con glia rtisti della più varia invenzione.
Petros ha guardato tutte le avanguardie della prima metà del secolo, ma si è particolarmente appassionato alle infinite variazioni del Surrealismo che hanno riflesso le esperienze dei grandi pittori del Rinascimento e del Barocco. Le sue composizioni sembrano generate da una estensione del pensiero di de Chirico attraverso Magritte, Dalì, Max Ernst, Matta, Victor Brauner, Wilfred Lam, in una sintassi frenetica, jazzista, che corrisponde alla necessità di  sentire il proprio tempo.
E’ unritmo nel quale Petros sente di trovare le ragioni di una complessità di relazioni, una sintesi di musica, pittura e poesia nella quale entrano Raffaele Carrieri e Alexandre Iolas, Vanni Scheiwiller e Iannis Ritsos, Wilfred Lam e Odisseos Elytis.
Si tratta di una dimensione umanistica che innalza la condizione del pittore, come aveva voluto de Chirico, aquella di un uomo di pensiero, in una integrazione compiuta che trasforma il significato della pittura. Ed è significativo che l’opera di Petros si possa veder in Castello Sforzesco, poco lontano dalle opere di Leonardo, che per primo avvertì che “la pittura è cosa mentale”.

                                                                                                                                    Vittorio Sgarbi